Abolire gli ordini professionali
Sono passati quasi vent'anni da quando Silvio Berlusconi parlò di RIVOLUZIONE LIBERALE. Come i fatti confermano,però, in questi anni si è discusso di tutto ma non di migliorare il nostro Paese in questi termini.
Uno dei temi sui quali sarebbe doveroso porre l'attenzione è uno che sta molto a cuore ai giovani di questo Paese: LA RIFORMA DEGLI ORDINI PROFESSIONALI.
I mestieri in Italia sono ancora dei feudi, che si passano di padre in figlio.
In questo modo vengono penalizzati i giovani neolaureati, costretti a superare esami di Stato controllati dagli ordini professionali, che hanno tutto l'interesse a bloccare l'ingresso a nuovi competitori nel mercato del lavoro.
Gli ordini non soltanto impediscono l'ingresso ai più giovani, ma condizionano il mercato, favorendo comportamenti privati anticompetitivi, il tutto a scapito dei consumatori, che pagano prezzi più alti per servizi peggiori. Sarebbe, quindi, auspicabile la rimozione di ogni restrizione concorrenziale.
Del resto è palese come l'entrata alle cosiddette libere professioni, regolata da ordini e albi, sia soprattutto per i giovani una corsa ad ostacoli ricca di gravi umiliazioni. Gli attuali vincoli difendono coloro che sono già inseriti nel mondo del lavoro dalla concorrenza garantendo a costoro confortevoli posizioni di rendita . Non si sono mai sentiti i rappresentanti del Cup e dei vari ordini professionali prendere le difese di chi sta fuori dal mercato, delle migliaia di giovani neolaureati, "praticanti" in attesa dell'accesso all'Ordine, che pagano le conseguenze di un sistema rigido e burocratico.
In realtà sono in molti a temere il confronto con un mercato più vasto, a partire dai presidenti di tutti gli ordini professionali, provinciali, regionali e nazionali, terrorizzati di perdere i loro piccoli privilegi e rendite.
Purtroppo l'atteggiamento dei partiti politici su questo tema è uguale,sia a destra che a sinistra, nonostante una riforma sostanziale degli ordini professionali non potrebbe che portare giovamento al sistema produttivo, burocratico e del lavoro nel nostro Paese precarizzato.
RIcordando il premio Nobel per l'economia, Friedrich A. von Hayek, "La competizione è il terrore di tutti i conservatori - conservatori di destra, di centro e di sinistra. Uno dei tratti fondamentali dell'atteggiamento conservatore è il timore del cambiamento. "
Gli ordini professionali in Italia sono circa una trentina:
* Ordine dei farmacisti
* Albo dei dottori agronomi e dottori forestali
* Albo unico dei promotori finanziari
* Ordine dei chimici
* Ordine dei biologi
* Ordine dei medici
* Ordine dei medici veterinari
* Ordine degli psicologi
* Ordine dei dottori commercialisti
* Ordine dei consulenti del lavoro
* Ordine degli avvocati
* Ordine dei notai
* Ordine degli ingegneri
* Ordine Nazionale degli attuari
* Ordine degli architetti
* Ordine dei geometri
* Ordine dei giornalisti
* Federazione Nazionale Collegi Infermieri
* Ordine dei geologi
* Consiglio nazionale dei periti industriali
* Consiglio nazionale dei geometri
* Consiglio Nazionale dei periti agrari
* Collegio Nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati
* Ordine dei tecnologi alimentari
* Ordine dei consulenti in proprieta’ industriale
Antonio Foti
Coordinatore Giovani IdV Milazzo














8 Commenti
si è sempre detto peste e corna del fascismo e delle leggi fasciste; come mai una legge fascista come quella che ha istituito gli ordini professionali non viene eliminata? Dal momento che esistono le associazioni degli artigiani e le associazioni dei commercianti perchè non si apre una democratica Associazione dei professionisti? E ora di finirla ( nel 2012 !) con queste Caste medioevali ridicole, costose in cui i massoni hanno corsie preferenziali negli incarichi che contano ed in cui i giovani non entrano perchè bloccati da un esame di stato farsa che a tutto serve tranne che a verificare se un giovane può fare o no il professionista. I giovani dopo la laurea e dopo un tirocinio gratuito e umiliante che li porta alle soglie dei trent'anni hanno diritto di lavorare liberamente lasciando al mercato stabilire se sono o no capaci di fare la professione che hanno scelto.
Intanto sono Italiano anchio anche se ho la tripla cittadinanza (anche quella tedesca e svedese).
Il sistema mediovale degli ordini in Italia e´veramente ridicolo.
Essendo ingegenere meccanio/industriale laureato all´universita´technica di Berlino Ovest nell´lontano 1983 e in seguito avendo lavorato ininterrotamente nell´Industria mi chiedono di rifare quasi la mia laurea qui in Italia per lavorare come ing iscritto nell´albo. Roba da pazzi! Per fortuna negli altri paesi in Europa il mio titolo e´pienamente riconosciuto e cosi il lavoro non manca per me. Parlando tre lingue e avendo un´esperienza di lavoro ormai piu´di 25 anni sul campo, l´Italia serve a me solo per vivere. Arrivo in Austria inmeno di 2 ore con la macchina e cosi ho risolto ogni problema.Anzi ho anche la "perversa" fortuna di sfruttare la situazione italiana, per che spesso devo rifare i calcoli e capitolati d´appalti dei colleghi italiani iscritti all´albo che all´estero non valgono un cicca. Cosi guadagno anche i soldi con questo strano tipo di lavoro. E ora ch Italia finisce con questo sistema della caste e il solito mangia-mangia.
Saluti da Trento, Volker
peggio di così? becchi e bastonati. Tema :pensioni . I medici ospedalieri sono circa 120.000. Ognuno è obbligatoriamente iscritto all'ordine per poter lavorare come pubblico dipendente. Solo per questa iscrizione, deve versare contributi previdenziali all'enpam, ente di previdenza dei medici liberi professionisti, per avere il nulla: circa 100 euro/mese. Perchè doppia contribuzione e doppio ente di previdenza?, enpam+ inpdap.
Che fine fanno e come sono impiegati quei nostri soldi nel frattempo? A noi non interessano quei 100 euro/mese!!!!. Altro punto. L'aggiornamento professionale. Credo non ci sia medico ospedaliero in Italia che possa dire di aver utilizzato l'ordine per aggiornarsi per fare bene il suo mestiere. Altro punto. I falsi medici e/o dentisti, si trovano sempre trà i liberi professionisti , mai in ospedale. Morale: a che servono gli ordini? Risposta: a loro stessi!!. La politica si faccia sentire con coraggio.
Cari signori , pur essendo iscritto ad un "ordine" , dopo periodo farsa di pranticantato e aggiungo sfruttamento . Invito coloro i quali si vantano dell'istituzione e del mantenimento degli ordini , di farsi un giretto per le strade del mondo . Siamo semplicemente ridicoli !!! Nella nostra ben amata Italia , sappiamo come complicare le cose, speculando e guadagnando , sull'assurdo delle idee. Ma quale qualità di servizio o tutela del prodotto,quello che succede, è che deve pagare sempre Pantalone , per avere cosa ???? La garanzia di un timbro ; la certezza di un esecuzione lavori , garantita dal suggello dell'ordine di appartenenza??
Andatevi a vedere , quante "cazzate" certificate sono state prodotte,e pur fatte pagare profumatamente all'utente.
Concludo, abroghiamo gli ordini , e che dopo i percorsi formativi scolastici , ogniuno si prenda le proprie responsabilità .
La scuola deficita per formazione??
Benissimo creiamo dei corsi di formazione professionale, che interagiscano tra mercato e figure da immettere nel mondo del lavoro.
Ma togliamo gli ordini,sono ridicoli e oltretutto costosi.
nell'articolo da quello ke leggo non si dice di cancellare tutti gli ordini professionali ma di fare una riforma sostanziale ke permetta ai capaci e meritevoli di poter fare ciò ke desiderano e per cui hanno studiato gravando x anni sulle spalle dei sognanti genitori..è impossibile pensare ke x fare il notaio la condizione sia quella di essere figli di notai, stessa cosa x le farmacie..dobbiamo eliminare il lobbismo dagli ordini, senza temere ripercussioni..continuo a sentire di odontotecnici che si spacciano per odontoiatri, ma mai di diplomati che insegnano nella scuola secondaria pubblica e li le lobby non esistono..Per risolvere i problemi di inefficienza basta istituire organi di garanzia e vigilanza che però non controllino anche gli ingressi nel mondo del lavoro..
Mi trovi in pieno disaccordo, o quanto meno c'è una soluzione pratica e migliore alla questione, senza eliminare gli ordini.
Gli esami di stato servono e tantissimo, dato che al giorno d'oggi, cani e porci prendono una laurea in economia o giurisprudenza ( quelle più gettonate, ma il discorso si applica a tutte le altre), nel momento in cui si permette a tutti di esercitare una professione, quest'ultima sarà privata del suo senso, ovvero della professionalità. L'esame di stato serve per scremare, per dire chi è adatto e chi no. La questione è un'altra: vanno cambiate le regole dell'esame non abolirlo.
Per facilitare l'ingresso dei neolaureati nel mondo del lavoro si possono attuare varie manovre, tipo far iniziare il praticantato già dal 4 anno di università durante il corso degli studi, fare commissioni miste tra docenti universitari e membri dell'ordine, per fare in modo che non passino solo i figli di avvocati,ecc., ma anche quelli bravi e meritevoli.
L'esame di stato serve sopratutto per dare quella qualità a certe figure professionali che i corsi universitari stanno perdendo.
Un'altra cosa: se nessuno fa niente a riguardo non è colpa dei partiti, è colpa degli ordini che sono delle vere e proprie lobby
sono pienamente d'accordo con te
Non sono d'accordo o comunque non del tutto. L'ordine professionale ha anche molti vantaggi per il "cliente" finale.
Ad esempio l'ordine degli psicologi è di importanza fondamentale proprio perché tutela il "paziente" da eventuali abusi ad opera dello psicologo. Chi non rispetta il codice deontologico può essere sospeso o espulso dall'ordine evitando così danni a potenziali futuri "pazienti/clienti".
Bisogna stare attenti a generalizzare.
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