Dieci anni di euro
“L’euro è divenuto uno dei simboli dell’Europa e banconote e monete sono ormai parte della nostra vita quotidiana” ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in un messaggio pubblicato in occasione del decimo anniversario dell'introduzione della moneta unica europea.
Erano i primi giorni di gennaio del 2002 quando entrarono in circolazione le prime monete e banconote della moneta unica europea, l’euro. Al momento dell’introduzione, aveva già una lunga storia: i criteri delle finanze pubbliche che gli stati avrebbero dovuto rispettare per partecipare alla moneta unica erano stati fissati con il trattato di Maastricht nel 1992 e il nome era stato adottato ufficialmente nel dicembre del 1995, al Consiglio Europeo di Madrid. La nuova valuta nacque il primo gennaio 1999.
Colpito dalla crisi finanziaria più grave dalla sua creazione, oggi la moneta unica appare sempre più debole nei confronti delle altre monete andando sotto quota 1,3 dollari e sotto i 100 yen per la prima volta in dieci anni.
“Per la prima volta, con l’Euro, un folto numero di Paesi abbandonava la propria moneta per abbracciare una valuta comune. Con questa decisione questi rinunciavano ad uno dei fondamenti della sovranità statale. Una decisione che ha voltato definitivamente le spalle ad un passato e ad una convivenza nel continente fatto di guerre e di sangue - ha affermato l’ex presidente del Consiglio Prodi in un articolo - ma tutti eravamo al corrente delle difficoltà di una simile decisione, perché non è possibile avere una moneta comune senza condividere le linee di una comune politica economica”.
Noi Giovani dell’Italia dei Valori, mossi da un immutato spirito europeista, auguriamo lunga vita alla moneta unica che ha indissolubilmente unito i destini e le vicende dei Paesi europei.
Fin dalla fondazione dell’euro è risultato essenziale costruire una politica di coesione necessaria per fronteggiare la crisi dei debiti pubblici nazionali ed evitare di giungere alla dissoluzione dell’unione monetaria.
“Una moneta unica può avere successo solo se cooperiamo più strettamente”, ha affermato la Merkel, noi riteniamo occorra qualcosa in più di una cooperazione tra Stati nazionali fermi nel loro perpetuo intento di tutelare gli interessi nazionali. Dobbiamo dare maggiore spinta e forza agli istituti comunitari, senza dimenticare mai lo spirito dei padri fondatori il cui intento era quello di creare i presupposti per donare pace, benessere e sviluppo ad un continente dall’identità e dalla storia millenaria.
Rudi Russo
Coordinatore nazionale Giovani IDV
Consigliere Regione Toscana















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