Dove vuole arrivare il primo ministro ungherese ?
Prima di diventare il leader più autoritario d’Europa, Orbàn, ha professato idee social-liberali, ha fatto il parlamentare europeo giungendo a ricoprire la carica di vicepresidente del Ppe. Dieci anni fa si preoccupava di portare l’Ungheria in Europa, oggi, servendosi dell’arma della demagogia e del populismo si improvvisa interprete di un ritorno della Grande Ungheria e promuove politiche autoritarie e liberticide. Con la schiacciante maggioranza conquistata in Parlamento ha approvato una nuova Costituzione che entrerà in vigore dal primo gennaio e contiene riferimenti alla mitologia ed alla retorica nazionalista e si ispira al re medievale, Santo Stefano, accompagnata da provvedimenti liberticidi: minaccia infatti di ridurre la Banca centrale a semplice “ufficio bolli” dell’esecutivo, di sottoporre al controllo governativo giornali e televisioni chiudendo quelli “non allineati”, con la nuova legge elettorale potrà rimanere al potere con un terzo dei voti. Per modificarla serviranno i voti favorevoli di 2/3 del Parlamento. Per non parlare del prepensionamento per 300 magistrati scomodi e la nomina dei giudici affidata ad un ufficio di emanazione del governo.
Grande lo sconcerto nel Paese ed in tutta Europa: il 23 dicembre scorso, nel Parlamento ungherese, i deputati dell’opposizione si sono addirittura incatenati davanti al Parlamento per poi essere arrestati dalla Polizia.
La deriva autoritaria di Orbàn è frutto dell’imbambolamento generale degli ultimi 8-10 anni e nel Parlamento europeo si comincia a esaminare la procedura prevista dall’articolo 7 del Trattato di Lisbona: via i diritti di voto a chi non rispetta i principi fondamentali dell’Unione, cioè libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e dello Stato di diritto.
Noi Giovani dell’Italia dei Valori esprimiamo forte preoccupazione per l’azione politica e le politiche autoritarie ed antieuropeiste messe in atto dal governo di Orbàn. Ma “l’Ungheria - come ha affermato Giorgio Pressburger – ha fatto parte, da quando esiste, cioè da mile dodici anni, dell’Europa, dove ha avuto un ruolo molto importante, a volte determinante”. È nostro dovere, in quanto cittadini europei, evitare che la grave crisi economica che coinvolge l’intero continente divenga una vera ed ancora più preoccupante crisi di valori condivisi. Abbiamo il compito di tutelare e salvaguardare i valori del costituzionalismo ed i principi liberali che in Europa sono stati teorizzati e si sono sviluppati.
Nell’Europa dei Popoli abbiamo tutto il diritto di indignarci e di reagire di fronte alla deriva autoritaria di un Paese europeo, perché i confini che separano gli Stati sono poco più che convenzioni rinvenibili nella parte politica delle cartine geografiche.
Rudi Russo
Coordinatore nazionale Giovani IDV
Consigliere Regione Toscana















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