Giorno della Memoria, non un semplice esercizio mentale
Il 27 gennaio del 1945 le Forze Alleate aprirono i cancelli di Auschwitz.
Quel giorno il mondo conobbe, in tutta la sua drammaticità e tragicità, ciò che la follia umana aveva prodotto. Quel giorno il mondo conobbe il genocidio in tutto il suo orrore.
“L’essere umano è da considerarsi tale in quanto insieme di domande, di memorie, di emozioni, di sentimenti, di pensieri, tutti fattori che all’interno del Lager venivano ridotti al minimo e dai meno forti addirittura abbandonati, per lasciare posto agli istinti animali, dettati dalla sopravvivenza. Questa è la cosa più terribile che veniva attuata, perché, anche nella schiavitù, un uomo ha la capacità di rimanere tale, di rimanere se stesso, pur subendo angherie, sopraffazioni. Nei Lager no, il target primario era l’annullamento totale, del corpo e dell’anima: a queste persone non era neanche consentito morire da esseri umani”, ha affermato Primo Levi in un’intervista.
Milioni di disabili, ebrei, omosessuali, oppositori politici deportati, uccisi, privati della loro umanità perché la loro diversità costituiva una minaccia alla follia umana.
La Shoah è un fatto costitutivo della nostra identità europea, la cui tragicità non può essere dimenticata, poiché da quel 27 gennaio ogni uomo ha il dovere morale di ricordare dove la follia umana può arrivare.
Noi Giovani dell’Italia dei Valori, in questo giorno di riflessione, riteniamo che l’Europa civile, tutta, ha l’obbligo di ricordare ciò di cui, allo stesso tempo, i suoi figli furono carnefici e vittime. Un odio fratricida che non possiamo dimenticare. Il nazismo, il fascismo, la guerra, la deportazione e lo sterminio di milioni di esseri umani macchiarono il nostro continente indelebilmente e per questo, oggi, abbiamo il dovere di portare avanti ciò che i padri fondatori dell’Europa Unita ritenevano indispensabile: una casa comune a tutti i Popoli civili ed i Paesi democratici, baluardo contro ogni forma di autoritarismo e deriva democratica, prospettiva di normalità.
Il Giorno della Memoria rappresenta una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di tutto questo. Attenzione, però, a non fare della memoria un esercizio fine a se stesso, poiché ricordare il passato non può e non deve allontanarci da un presente in cui troppi sono ancora i Popoli della terra sottomessi, di fronte alla Comunità internazionale inerme.
Rudi Russo
Coordinatore nazionale Giovani IDV
Consigliere Regione Toscana















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