L'HOMO ITALPOLITICUS
Chi conosce la differenza tra noi, comuni mortali, e i politici? Fatta eccezione per gli zeri nella busta paga, le sporadiche tangenti, gli inviti ai matrimoni di “amici degli amici” e la mancanza di una coscienza, la maggiore differenza tra noi e loro è l'acume.
Dev'essere un fatto dovuto all'evoluzionismo. Forse il vecchio Darwin non immaginava neppure che dall'Homo Sapiens Sapiens potesse nascere una sottospecie, laida e meschina, denominata Homo Politicus. Fisicamente identici all'uomo, ma molto più subdoli, specie quando si tratta di raccattare voti in campagna elettorale. Può accettare perfino l'aiuto dell'Homo Mafiosus, pur di entrare nella stanza dei bottoni. È una questione genetica: hanno la predisposizione naturale e istintiva per il raggiro, come i peggiori marioli.
Esemplificando in concreto, ora siamo in crisi. Tutti dovremo dividerci una torta che ha il sapore di sterco. Il nuovo governo, seppur in maniera non molto equilibrata, sta chiedendo sacrifici a tutti. E l'Homo Politicus che fa? In qualità di essere superiore, residente sull'Olimpo o nel Valhalla (o in un attico con vista Colosseo), cerca di dribblare la crisi in ogni maniera, forte del fatto che possiede i mezzi "istituzional-costituzionali" per farlo, mettendo i bastoni tra le ruote al governo per evitare di pagare una crisi, che inevitabilmente ricadrà solo sulle spalle di coloro che non hanno mosso un solo dito per provocarla.
Se questo Homo Politicus non è in grado, per deficienze genetiche, di dare l'esempio, magari dimezzandosi lo stipendio, qualcuno deve imporgli il dimezzamento. Mostrargli quanto guadagnano i colleghi europei non basta. Occorre creare un nuovo organo istituzionale, composto da comuni cittadini, che fissi, regoli, alzi o dimezzi lo stipendio dell'avido Homo Politicus.
Fantascienza? Forse sì, ma immaginare che il nostro paese possa cambiare è già fantascienza di per sé...














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