L'UE AFFRONTI L'EMERGENZA DEMOCRATICA!
L'attuale situazione venutasi a creare in Ungheria è a dir poco preoccupante e l'Europa ha l'obbligo morale di prendere provvedimenti. Viktor Orban, primo ministro ungherese, grazie alla sua maggioranza parlamentare, sta distruggendo i diritti fondamentali di uno Stato Membro dell'Unione Europea. Il nuovo testo costituzionale, così legato a temi fortemente nazionalisti, autarchici, e retrogradi è un campanello d'allarme per le democrazie del vecchio continente. Nuovi limiti imposti alla Corte costituzionale, la riduzione della libertà di stampa, la folle definizione del matrimonio come unione esclusiva tra un uomo ed una donna, l'identità nazionale fortemente legata all'identità cristiana, il rifiuto dell'aborto: un paese dei 28 (adesso c'è anche la Croazia) sta perdendo i propri valori democratici e di libertà.
Questa settimana, insieme alla delegazione di Italia dei Valori al Parlamento Europeo, abbiamo denunciato questi fatti scandalosi: prendendo spunto dalle parole del Presidente dell'ALDE Guy Verhofstadt e del vice-presidente del gruppo S&D, Hannes Swoboda, abbiamo chiesto che il Parlamento Europeo inizi le procedure per constatare l'esistenza di un rischio di chiara violazione dei valori fondamentali dell'UE da parte del governo di Viktor Urban, così come espresso ai sensi dell'Art.7 Par. 1 del Trattato di Lisbona. Come espresso "questa svolta nazionalistica e illiberale calpesta i diritti civili e i principi politici che sono base fondante del nostro pensiero e della nostra identità liberal-democratica e federalista europea".
E' bene ricordare inoltre, come ha sottolineato l'Economist di questa settimana, che incredibilmente nessun leader europeo di centro-destra ha chiaramente espresso il proprio dissenso per quanto sta accadendo. Né il presidente francese Sarkozy, né la cancelliera tedesca Merkel si sono fino ad ora pronunciati. In una tale situazione il gruppo parlamentare del PPE (Partito Popolare Europeo) dovrebbe intraprendere azioni che inducano il governo di Budapest a fare un passo indietro.
Quello che resta da fare oggi è sperare che i leader e le istituzioni europee, primo tra tutti il Parlamento, compiano il loro dovere e aiutino il "ripristino democratico" in Ungheria. Come ha sottolineato Verhofstadt "Il rispetto dei diritti fondamentali e' un impegno senza condizioni di tutti gli Stati membri".














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