Persino gli USA pensano di abbandonare la costruzione di nuovi caccia militari

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Il ministro della Difesa, Di Paola, non sembra intenzionato a voler rinunciare al programma militare che prevede l’acquisto di 131 cacciabombardieri F-35 dichiarando ufficialmente che l’Italia non può retrocedere previo pagamento una fortissima penale. I documenti analizzati dal periodico AltraEconomia, però, dimostrano che non ci sono penali previste e che il nostro Paese quindi non è costretto ad acquistare i 131 cacciabombardieri che si era impegnato a comprare.

Leggendo attentamente la documentazione ufficiale del programma militare Joint Strike Fighter F-35, nel quale l’Italia si era impegnata per una spesa complessiva di circa 15 miliardi di euro, emerge chiaramente che l’eventuale abbandono del nostro Paese dell’accordo non comporterebbe una penale aggiuntiva, al massimo, potrebbe essere richiesto all’Italia di pagare le spese sostenute sin qui, ovvero ciò che già è stato pagato. Dunque, dall’accordo del 2007 si evince che siamo solo ad un passo dall’obbligo di acquisto e non esiste ancora alcuna penale.

Molti Paesi come Norvegia, Canada, Australia e Turchia, hanno di recente messo in discussione la loro partecipazione al programma, in qualche caso arrivando a una vera e propria sospensione, mentre lo stesso Pentagono ha espresso forte preoccupazione per i problemi tecnici, i ritardi e costi crescenti a dismisura di un progetto che avrebbe dovuto essere già a pieno regime.
Persino gli Stati Uniti, dunque,  annunciano il taglio del programma mentre l’Italia resta “convinta” della necessità di spendere 15 miliardi di Euro in un momento di gravissima crisi economica.
Il Pentagono ha infatti comunicato ufficialmente la decisione di fare un passo indietro rispetto al programma internazionale per la costruzione di nuovi caccia militari. Un “taglio” da 400 miliardi di dollari, circa 307 miliardi di euro. Un ripensamento dovuto alla crisi economica ed alla necessità immediata di
forti risparmi sulle spese militari

Noi Giovani dell’Italia dei Valori riteniamo assurdo insistere nella scelleratezza di avviare un programma militare da 15 miliardi di euro in un momento come questo in cui persino gli Stati Uniti, dai quali dovremmo acquistare gli F-35, stanno sapientemente abbandonando il programma.
Chiediamo al governo ed al ministro della Difesa di recedere dall’accordo e di chiarire la tesi sostenuta dallo stesso ministro e poi smentita di fatto dal testo dello stesso accordo. Riteniamo occorra dimostrare un minimo di responsabilità ed abbandonare ulteriori finanziamenti rivolti al comparto militare indirizzando le ingenti somme risparmiate verso la Ricerca, l’Università, verso tutti quegli studenti che si trovano nella paradossale condizione di idonei ma non vincitori delle borse di studio. Il futuro del nostro Paese passa per il futuro dei suoi giovani, non per l’ingente dispiegamento di forze nel settore militare.
 
Rudi Russo
 
Coordinatore nazionale Giovani IDV
Consigliere Regione Toscana

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Ritratto di Rudi Russo

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