Ricerca: PRIN nuovi, idee vecchie

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Immagine a corredo dell'articolo

I Giovani IDV stanno valutando l'opportunità di una interrogazione al ministro sulle criticità dei nuovi PRIN, il piano di finanziamenti per i “progetti di ricerca di interesse nazionale”. Per l'incredibile ritardo accumulato dal precedente governo, il piano varato attualmente porta la datazione 2010-2011. Da questo punto di vista, molti hanno salutato l'evento come un fatto positivo, tuttavia la procedura prevista dal bando, anche dopo le modifiche risalenti al 12 gennaio, crea dei seri problemi per l'accesso ai finanziamenti da parte degli Atenei e dei gruppi di ricerca più piccoli e meno influenti, ma spesso forieri di progetti altamente qualificati, validi e davvero innovativi. (info su www.roars.it)

Come ha affermato Margherita Hack, sul sole24ore: “Nel 1998 Andrew Fire e Craig Mello insieme ad altri 4 collaboratori pubblicarono un articolo su Science in cui dimostravano l'esistenza dell'RNA interference, una scoperta che ha rivoluzionato la biologia e che nel 2006 portò il premio Nobel ai 2 ricercatori. Oggi una simile ricerca di base, svolta da 2 gruppi di 6 persone totali, in Italia non sarebbe nemmeno ammessa alla selezione per i finanziamenti dei "progetti di ricerca di interesse nazionale" (Prin). Infatti, nei recenti bandi è stato inserito un vincolo che pone seri limiti alla partecipazione: ogni progetto deve essere svolto come minimo da 5 gruppi di ricerca! Sebbene negli ultimi anni le dimensioni medie dei gruppi di ricerca siano cresciute, è chiaro che queste non sono per forza un indicatore di qualità. Se il vincolo non sarà eliminato, si premieranno solo gruppi ampi e accademicamente potenti, tagliando tutto il resto, tra cui anche ricerche innovative, per definizione sviluppate da pochi. C'è poi un problema di natura organizzativa e culturale. Chi non ha già in caldo i 5 gruppi, in meno di due mesi dovrà racimolare il personale mancante e preparare un progetto coerente e competitivo, oppure offrirsi alla cordata di turno magari mistificando le proprie competenze.”

Noi Giovani IDV riteniamo che questo non sia un modo sano di fare ricerca, perchè penalizza la qualità e costringe i professionisti ad arrangiarsi e fare salti mortali dell'ultima ora, favorendo per altro una concentrazione di risorse umane ed economiche in pochi centri di ricerca di presunta “elitè”, una strategia in continuità con molte altre scelte del precedente governo. Senza una programmazione regolare, senza una vera valutazione nel merito dei progetti e, sopratutto, senza salvaguardare il sistema di eccellenza italiana diffusa su tutto il territorio, non è possibile parlare seriamente di ricerca.

Rosario Coco
Resp. Naz. Scuola, Università e Cultura Giovani IDV

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Ritratto di Rosario Coco

1 Commenti

Ritratto di giuseppedn

IL 12 gennaio 2012, il Ministro Profumo ha aggiornato il bando per la selezione dei Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale. Sono cambiati un po' di numeri, ma rimane l'assurdo rompicapo (il cosiddetto PRIN-kakuro) da risolvere sulla griglia Atenei-Aree Disciplinari. Per un'analisi aggiornata si può consultare il "sequel" della "Strateggia del kakuro":

PRIN 2011, kakuro reloaded
http://www.roars.it/online/?p=3244

Nell'articolo:

- Stime del numero di progetti che verranno approvati in ciascuna area disciplinare

- Il conteggio del numero di progetti preselezionabili in ciascun ateneo

- Previsioni dei comportamenti degli attori in gioco (ricercatori, aree disciplinari e atenei) per far fronte alle regole del bando e per ridurne gli effetti distorsivi.

Più di tutto, viene reso evidente che il nuovo bando PRIN rischia di risolversi in un surreale esercizio collettivo di enigmistica giapponese (il kakuro). Insomma, siamo ancora nel tunnel.

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