Una legge elettorale per impuniti
Con 298 sì e 309 no, la Camera dei deputati ieri ha negato l’autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’economia dell’ultimo governo Berlusconi e attuale coordinatore regionale del Pdl in Campania. Il deputato di Casal di Principe è accusato dai pm napoletani di riciclaggio e corruzione con l’aggravante del metodo mafioso. Il voto è avvenuto a scrutinio segreto, ma determinanti per salvare Cosentino sono stati i voti dei Radicali e della Lega che, nonostante il tanto vociare degli ultimi mesi, non si è mai permessa di scostarsi dal vincolo di sudditanza che la tiene legata all’ex presidente del Consiglio.
Ancora una volta in Parlamento si è manifestata una maggioranza che si è sostituita ai pubblici ministeri, con un’arroganza ingiustificabile ed una condotta inqualificabile.
Noi Giovani dell’Italia dei Valori riteniamo, amareggiati per l’esito del voto di ieri, che il Parlamento che ha salvato Cosentino sia il frutto di una legge elettorale che ha incrementato considerevolmente la distanza tra eletti ed elettori, fino a renderla incolmabile.
Coloro che avrebbero dovuto rappresentare i cittadini italiani in Parlamento sono degli alieni ai loro occhi, lontani anni luce da una realtà parallela rispetto alla propria. Per questo è ormai prioritario raccogliere la richiesta infraintendibile di quel milione e duecentomila cittadini che in poche settimane hanno firmato per il referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale e ridare agli italiani la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, non di delegare tale compito alle segreterie di partito, a prescindere dall’inammissibilità dichiarata ieri dalla Consulta su entrambi i quesiti referendari.
Per avere un Paese migliore occorre prima eleggere un Parlamento migliore, poiché questo è (o dovrebbe essere) depositario del principio rappresentanza di ogni singolo cittadino dove chi ne fa parte deve mantenere una condotta esemplare, non servirsi della propria posizione per auto tutelarsi e costruire il proprio potentato nella più completa impunità, svincolato com’è da ogni vincolo e rapporto con gli elettori, nei confronti dei quali non riscontra responsabilità alcuna.
Ieri la Camera dei Deputati ha votato per ricordarci che la legge non è uguale per tutti, non lo è per un ex sottosegretario accusato di camorra, ma, per dirla con le parole di Roberto Saviano: “Onorevole Cosentino, non tiri un sospiro di sollievo, conservi il fiato perché le assicuro che c’è un'Italia che non dimenticherà ciò che ha fatto e che potrebbe fare”.
Rudi Russo
Coordinatore nazionale Giovani IDV
Consigliere Regione Toscana















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