Uniti valiamo l'Europa
Molti sostengono: la colpa di questa crisi finanziaria sono l'Unione Europea e l'Euro. Da fermo e convinto Federalista Europeo credo che dare all'Euro e all'Europa la colpa di questa crisi significa davvero non avere sotto mano un quadro chiaro della situazione.
L'Euro, per dirla grossolanamente, è la moneta grazie alla quale gli Stati che ne fanno parte sono salvi da speculazioni finanziarie di tipo monetario ed, essendo stato creato per essere forte, sta evitando che Stati come l'Italia vengano colpiti da cataclismi valutari.
Dall’altra parte l'Europa. Se stiamo subendo una simile crisi, forse è proprio perché l'Europa non è ancora così unita come dovrebbe essere. E vorrei qui soffermarmi su quello che viene comunemente chiamato EuroBond. La speculazione odierna viene fatta sui titoli statali, ovvero gli speculatori giocano sulla capacità a distanza di uno Stato di ripagare il proprio debito. La crisi, quindi, in un certo senso non viene basata su fattori reali, ma sulla previsione che uno Stato a distanza di tot non sia in grado di ripagare il prestatore di quell'ammontare. Il gioco sporco è quindi basato sul fatto che determinati Paesi non potrebbero garantire il pagamento dei debiti. L'Italia ha molti problemi che è bene affrontare e i piani contro la corruzione, gli sprechi e tutto quello che vi è connesso meritano solo una valutazione positiva.
Quello però che non si può affermare è che l'impianto produttivo italiano non funzioni, perché l'Italia, malgrado stia vivendo una crisi determinata a mio avviso dal passato non lugimirante dei propri governi, ha un apparato industriale forte, sufficiente per essere un Paese economicamente credibile.
A suo tempo, per bloccare il tragico vortice nel quale è piombato il nostro Paese, fu proposto l’Eurobond. Germania ed inizialmente Francia si schierarono subito contro. Negli ultimi giorni però qualcosa si sta muovendo.
La Germania, ad esempio, non ha venduto un consistente numero di titoli di Stato durante la sua ultima asta. Cosa è possibile evincere da ciò? Chi direbbe mai che la Germania non sia in grado di ripagare i suoi debiti? Bene, la Germania è legata a doppio filo con Grecia, Italia, Francia e tanti altri Stati europei: se uno di questi Stati non fosse in grado di ripagare il debito, lo stato tedesco si troverebbe in una situazione disastrosa e pare che gli speculatori se ne siano accorti.
La crisi attuale, del resto, è prigioniera di numeri e fluttuazioni e per poterla bloccare è necessario rispondere con lo stesso linguaggio. Se venisse creato l'Eurobond - che di fatto, in una delle sue proposte, unirebbe il valore debitorio degli Stati senza peraltro modificarlo a livello statale (l'Italia si tiene il suo debito, ma il valore nominale sarebbe condiviso con altri) -, quale speculazione potrebbe essere talmente forte da muovere una tale abbondanza di denaro da far tremare il valore del debito di tutti questi Stati messi insieme?
A novembre i Giovani di Valore hanno sottoscritto una risoluzione a difesa di questo strumento ed al Congresso del Lymec la nostra delegazione si era già schierata in questo senso. La mia speranza è che questa crisi faccia aprire gli occhi ai leader europei, che li convinca della necessità di quest'azione e che crei delle nuove basi per un più forte movimento federale europeo.
Gli Stati da soli, ad oggi, valgono poco. Uniti valiamo l'Europa.
Cosimo Avesani
responsabile per i rapporti con il gruppo parlamentare europeo
e le istituzioni dell'Unione














3 Commenti
Cari Mz ed AndreaS,
sono molto contento di aver iniziato un dibattito sulla questione. Sotto questa luce, mi trovo in totale accordo con le parole di AndreaS, che ben fotografano il punto. Il mio obiettivo non era certo quello di valutare la moralità dell'attuale situazione venutasi a creare. Era mia intenzione, visti i fatti attuali, valutare quella che a mio avviso rappresenta la "soluzione" maggiormente incisiva. Quindi, non posso che quotare quanto detto da AndreaS, che ha ben compreso lo spirito del mio articolo. Per quanto concerne il bund tedesco, anche qui mi sono state tolte le parole di bocca: la solidità dei titoli di stato tedeschi, espressi in un basso tasso di rendimento, hanno sempre rappresentato un rifugio sicuro per gli investitori. Il fatto che siano stai invenduti all'ultima asta sollevano proprio questo problema: sono veramente solidi i bund se altri stati europei andranno verso un fallimento?
Un Caro saluto ad entrambi,
Cosimo Avesani
Caro Mz,
Le domande che Lei si pone sono legittime ma totalmente slegate al discorso fatto da Cosimo nell'articolo sovrastante.
I suoi quesiti, a mio avviso, si collocano su un altro piano: Lei mette in discussione le basi del sistema capitalistico-globale nel quale viviamo oggi, sistema egemonizzato da una finanza interazionale capace di influenzare pesantemente le politiche dei governi e di esercitare una sorta di potere di vita o morte (default) su sugli Stati. E' evidente la presenza di problemi sia funzionali che morali, ma questo non è il momento di fare discorsi idealistici. Abbiamo bisogno si azioni incisive e tempestive. È ovvio che se il sistema non funzionasse così non avremo la crisi, ma questa constatazione non aiuta di certo a risolverla.
I mercati sono come una "bestia feroce" e gli Stati europei, Germania compresa, in confronto sono come dei bambini indifesi. Solo una massa critica quale l'Unione Europea può riuscire a domarli.
Per questo sull'Euro non si fanno speculazioni e per lo stesso motivo con gli Eurobond cesserebbero all'istante le speculazioni sui titoli di stato dei paesi europei. Il motivo per cui non si potrebbe speculare sugli Eurobond è molto semplice: nessuno sarebbe in grado di spostare quantità di denaro capaci di influenzarne pesantemente il corso.
Ovviamente gli Eurobond sarebbero un sollievo solo nel breve periodo, Angela Merchel docet, andrebbero poi accompagnati da una svolta federalista nella costruzione europea, a livello sia fiscale che democratico. Però gli Eurobond vanno fatti il prima possibile. La bestia ci sta per sbranare, il tempo sta per finire!
Con un'Europa forte e unita forse potremmo anche fare discorsi morali, e avere una forza sufficiente per essere, non dico seguiti, ma almeno ascoltati dal mondo.
P.S. Sbaglio o i Bund non rendevano una beata fava neanche prima della crisi?
Eppure non mi risulta un'altra asta con il 30% dei titoli invenduti....
Evidentente gli investitori qualche domanda sull'esposizione della Germania alle crisi del debito dei PIIGS se la stanno ponendo...
Se mi è permesso credo sia lei a non avere (volutamente?) le idee troppo chiare...
Primo: affermando che l'Euro è la moneta grazie alla quale gli Stati europei sono salvi da speculazioni finanziarie di tipo monetario sul proprio debito implicitamente si giustificano le seguenti cose:
- che sia giusto e morale che le banche stampino la moneta e la prestino con interessi agli Stati
- che sia giusto e morale che gli Stati debbano rilasciare buoni del tesoro in cambio della moneta che viene prestata loro dalle banche
- che sia giusto e morale che i privati comprino questi buoni del tesoro diventando loro creditori dello Stato ma debitori nei confronti delle banche (ma i cittadini non sono lo Stato? quindi noi siamo creditori di noi stessi ma debitori nei confronti di qualcun altro?)
- che sia giusto e morale che "i Mercati" speculino sulla capacità di uno Stato di rifondare il proprio debito
Senza questi punti non ci sarebbe crisi, non c'entra proprio nulla il fatto che l'Europa non sia abbastanza unita.
Secondo: la Germania non ha venduto i suoi titoli di Stato durante la sua ultima asta non perché sia legata a doppio filo con Grecia e Italia ma semplicemente perché essendo uno Stato forte i suoi titoli non rendono una beata fava di niente.
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